Ladyhawke

Registrato: 30/10/07 21:32 Messaggi: 2 Residenza: Pianeta Terra
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Inviato: Lun Feb 11, 2008 1:47 am Oggetto: NON POTERE FARE NULLA! |
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Qualche tempo fa la mia casa è stata allietata dall'arrivo di un cucciolo di cane. Era piccolissimo e non aveva ancora aperto gli oochi. Il ricordo dell'emozione che tutta la famiglia provò in quei momenti sarà senz'altro tra i più cari che porterò con me, nel corso degli anni. Blizar è diventato subito il mio terzo figlio e un collante forte per tutta la famiglia. E' stato allattato come un neonato e curato in maniera tenace per salvarlo, dal momento che, dopo la nascita, non aveva ricevuto l'amore e la dedizione che si dovrebbero assicurare ad ogni "cucciolo"...
La gioia di una presenza gradevole e toccante, purtroppo, è svanita d'incanto nella fredda sera di qualche giorno fa. Blizar è stato strappato alla vita mentre passeggiavamo per le strade prospicienti la mia dimora, investito da un'autovettura che percorreva le arterie cittadine con andatura da autostrada, sicuramente guidata da qualcuno che deve stare ad un consorzio civile come una mela fradicia sta ad un delizioso cesto di frutta mista. E' scappato via, vigliaccamente, laciandomi costernata e frastornata.
La morte è qualcosa che atterrisce e alla quale non ci abitueremo mai. Non avrei mai voluto vivere quei momenti, che mi segnano perché mi fanno sentire in colpa, con i mille interrogativi e i tanti, inevitabili, "se".
Non si può spiegare ciò che si prova, o forse, semplicemente, è del tutto inutile tentare di spiegare quel nodo che ti serra la gola, mentre ti senti venire meno. Due occhi ti guardano e comprendi in un attimo ciò che una valanga di parole non riuscirebbero a spiegare. Un legame che si spezza, mentre quasi avverti un sussurro: "perché mi sta accadendo questo?" "Perchè mi hai salvato la vita se poi non sei stata capace di preservarmela?" Risposte che non ci sono, solo tanti perché, che fanno scoppiare la testa, mentre si percepisce l'impotenza al cospetto della caducità delle cose terrene.
Ti chiedo perdono, mio piccolo Blizar, per averti costretto a vivere la freneticità della vita umana. Mi sei venuto meno proprio mentre mi sto "sforzando" di allentare la corda, per trovare una dimensione del mio essere più equilibrata e meno dispendiosa. E questo mi fa soffrire ancora di più.
Ma ora so che mi dovrò abbandonare al mio dolore ed accettarlo, perché esso mi riporterà sempre a te, che fungerai da monito per la mia vita futura.
Amare un essere vivente, un cucciolo, non vuol dire appagare un egoistico piacere. E soddisfare le esigenze di quel cucciolo non deve rappresentare un mero dovere, a volte compiuto con l'ansia addosso per ciò che si "deve" (deve?) fare dopo.
Amare un cucciolo vuol dire condividere con lui dei momenti intensi, in una dimensione libera che dia sempre spazio al sorriso. Quando ciò non fosse possibile, meglio rinunciare. Ma io non rinuncerò ad amare e imparerò a farlo nel modo giusto. Grazie anche a te, mio piccolo e dolce Blizar. _________________ Se sapere poco è pericoloso, dov'è l'uomo che sa tanto da essere fuori pericolo?
(Thomas Henry Huxley) |
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