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Nel percorso
formativo dell’Excalibur il cinema assume un’importanza
fondamentale.
Molte modelle vi guardano con attenzione, come possibile alternativa
alla professione, o come naturale evoluzione. Ovviamente non
sempre le migliori propensioni collimano con le attitudini
e spesso i sogni più rosei s’infrangono contro
una realtà dura da digerire.
L’Excalibur non
offre ricette miracolistiche. Propone, semplicemente, un metodo
che serve a fare luce dentro di sé, affinché
si possa decidere con maggiore consapevolezza se vi siano
o meno i presupposti per “imboccare il sentiero”.
Nei corsi dell’Excalibur
ogni allieva che lo desidera può sostenere il test
psico-attitudinale per “saggiare” le proprie potenzialità.
In questa sezione, invece, tutti possono fruire di un utile
supporto per approfondire le proprie conoscenze.
Sono indicati i film che,
secondo i dettami della dottrina Excalibur, dovrebbero costituire
il prezioso patrimonio di chiunque voglia approcciarsi alla
meravigliosa arte (ma sono film che fanno bene anche a chi
non abbia velleità artistiche) e che non hanno nulla
a che vedere con i periodici elenchi stilati ad arte per condizionare
il mercato. Il che non vuol dire che la scelta sia avulsa
da soggettività decisionale. Sarebbe oltremodo presuntuoso
sostenere il contrario. Basta dire che nessuno ha pagato e
la buona fede, quindi, è salva. Di questi tempi non
è poco.
Per qualche regista non è indicato nessun film, o se
ne segnalano solo alcuni, e il nome è lincato sulla
sua filmografia. Un esplicito riconoscimento alla sua grandezza,
il che non vuol dire che tutti i suoi film siano considerati
allo stesso modo.
Eccezion fatta, inoltre,
per alcune “perle” senza tempo, si è preferito
evitare di inserire in elenco i film antecedenti agli anni
settanta anche se, a buona ragione, molti di essi possono
essere considerati pietre miliari della cinematografia mondiale.
Le osservazioni sono inevitabili
e ciascuno potrà dire che manca qualche film importante
e ne sono presenti alcuni ritenuti inferiori a quelli che
mancano. Si è seguito un criterio del tutto personale
e, come già ribadito, non si ha nessuna presunzione
di obiettività. E’ possibile approfondire nei
links la conoscenza dei registi, indipendentemente dal film
inserito. Non ci si sorprenda, quindi, se si scopre che qualche
regista ha vinto sette oscar con un film non presente, né
si perda tempo a chiedersi il perché. Si consideri
la lista “una guida” per iniziare un percorso.
Come svilupparlo, poi, dipende dalle esigenze e dalla volontà
dei singoli.
Qualcuno può essere
indotto a confrontare la scelta con il giudizio espresso dai
critici e, in alcuni casi, leggere commenti assolutamente
distonici rispetto al valore evidentemente attribuito al film,
dal momento che è presente in elenco. Ho smesso da
molti anni di interessarmi ai critici, che considero una fatalità
inevitabile dell’esistenza umana. In mare può
capitare di imbattersi in una tempesta e non per questo rinunceremo
a navigare.
Un aereo cade, di tanto
in tanto, eppure si continua a volare. I critici continueranno
a dire sciocchezze in eterno, ma il cinema sopravvivrà
nonostante loro, per i quali bastano e avanzano alcuni piccanti
aforismi: “I critici sono di solito persone che avrebbero
voluto essere poeti, storici, biografi. Hanno messo alla prova
il loro talento, e non hanno avuto successo. (Samuel Taylor
Coleridge).
“Se i critici potessero
ammettere di aver eventualmente torto, forse qualche volta
si potrebbe dar loro ragione” (Goffried Edel). “Si
fa della critica quando non si può fare dell'arte,
nello stesso modo che si diventa spia quando non si può
fare il soldato. (Gustave Flaubert).
Parlando di critici non
è possibile non rivolgere almeno un pensiero a coloro
i quali che, nelle ovattate stanze del Wilshire Boulevard
di Beverly Hills, decidono chi debba essere insignito di quella
magica ed ambita statuetta denominata “Oscar”.
La storia degli “Oscar” è ricca di “riconoscimenti
legittimi”, ci mancherebbe altro. Non basta, però,
ad assolvere i soloni dell’Academy Awards dalle loro
“immani colpe”, molto spesso esclusivo retaggio
di un capriccio da delirio di onnipotenza.
E non serve citare troppi
esempi. Basta chiedersi cosa avrebbe dovuto fare di più,
Leonardo Di Caprio, nel super premiato“Titanic”,
se non lasciarsi annegare davvero, per meritare la statuetta.
Idem per la trilogia “Il Signore degli Anelli”:
complessivamente ben 17 “Oscar”!!! Peter Jackson
è stato grandissimo in tutto: “anche nella scelta
degli attori”, ovviamente, e viene da chiedersi cosa
avrebbero dovuto fare di più Gandalf-Ian McKellen e
Aragorn -Viggo Mortensen, per vedere conclamato ufficialmente
l’incredibile afflato di affetto e di riconoscimenti,
giustamente loro tributati a livello planetario.
Ma…, e chiudiamo
il discorso, il 27 Dicembre 1948 nasceva, a Châteauroux,
in Francia, un uomo che ha girato il suo primo film nel 1965.
In oltre quaranta anni di carriera ha già superato
la soglia dei 150 film. Alcune (tante…) sue interpretazioni
“trascendono” l’umana possibilità
espressiva per sfociare nella sublime aura della genialità
assoluta, che sfugge ad ogni logica, ad ogni tecnica, ad ogni
metodica di apprendimento.
Il suo talento è
così smisurato da annichilire le coscienze di chi,
evidentemente, è troppo piccolo per poter riconoscere
la grandezza altrui. Ed è forse “anche”
per questo che non ha mai messo piede nel dorato teatro dell’Academy.
E io spero che non vi entri mai…di modo che possa passare
alla storia come il più grande attore di tutti i tempi…
che però non ha mai vinto un oscar, sancendo così,
in modo ancor più pregnante, la profonda dicotomia
tra essere e divenire.
Egli è il Cinema.
(E non serve trascriverne il nome). L’academy, mai come
in questo caso con la “a” minuscola, è
solo uno dei tanti carrozzoni partoriti dal genere umano,
le cui sorti, a tutti i livelli, sono spesso nelle mani dei
suoi rappresentanti peggiori.
Con un pizzico di autoironia
ho inserito in elenco un paio di film da me interpretati,
nel secondo dei quali sono presente anche come aiuto-regista,
anzi, soprattutto, visto che è stato interpretato prevalentemente
da non professionisti e la mia presenza si riduce ad un cameo,
nonché la filmografia del mio illustre consanguigno
Adam, classe 1981, affermatosi oltreoceano.
Vi sono generose illusioni
che valgono più di tante negazioni preconcette e non
sarà certo questo piccolo divertissemant che inficerà
il valore del sito e della sezione in cui è inserito.
La sezione sarà periodicamente aggiornata con le novità
degne di rilievo.
lino lavorgna

Links
www.cahiersducinema.com
www.imdb.com
www.35mm.it
www.cinematografo.it
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